Alla scoperta del Parco

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aino in spalla e scarpe comode, partiamo per il nostro "tour" alla scoperta dei posti più caratteristici del  Parco. Prima tappa: il grande Cerro a Scandriglia(RI), che si dice abbia almeno 400 anni (e a giudicare dalla maestosità del tronco, noi siamo d'accordo!).

Poco più in là, camminando nel bosco, ci  imbattiamo in un altro particolare albero, di certo più giovane ma che aveva da raccontare la sua: è infatti un albero cavo tanto che è possibile entrarvi dentro anche in due/tre persone e osservarlo da moooolto vicino, quasi a sentirlo respirare.

Seconda tappa: Vallebuona(RI) dove abbiamo visto delle piccole cascate nascoste dietro i resti di un antico mulino, un luogo davvero suggestivo. Ma sono già le 11 e ci viene fame; come resistere alla pizza del noto forno di Orvinio(RI)?Un borgo che sembra uscito da una cartolina. Un saluto veloce ai colleghi del Servizio Civile prima di rimetterci in cammino verso Percile, alla volta dei Lagustelli, due laghetti formatisi in seguito a fenomeni carsici.

Il più grande e visibile dei due è il Fiaturno, profondo circa 16 metri e dal diametro di 96 sulle cui rive si può passeggiare in tutta tranquillità, immersi nell'incontaminata vegetazione palustre.

Ma come non fare anche un salto a Licenza, luogo in cui è sita la famosissima Villa di Orazio, poeta romano dell’età imperiale. Un salto nel passato tra natura selvaggia e le antiche tracce umane. Che dire, vale la pena visitarla, ne resterete ammaliati.

Sulla strada che porta alla Villa fermatevi un attimo ad ascoltare il corso dell'acqua di Fonte Bandusia, che diventò Ninfeo degli Orsini ma che scorre lì fin dai tempi del poeta che la cantava così: "Oh sorgente più tersa della cristallina purezza di quella di Bandusia (...) tu porgi l'amabile frescura ai tori stanchi dell'aratro ed al gregge errabondo".

Una mattinata, quindi, all’insegna di storia e natura che da sempre si intrecciano nei nostri territori. Laura & Elisabetta

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