Volontari per la valorizzazione dei centri storici e antichi borghi
In queste settimane, durante il nostro percorso di formazione come Operatori volontari del Servizio Civile Universale presso il Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare come protagonisti al processo di promozione del territorio e di valorizzazione dei borghi e dei centri storici dei comuni del Parco.
La prima tappa del percorso è stata il Borgo medievale di Castro dei Volsci (Fr), la seconda l’Ecomuseo Argil, realtà presente nella Valle Latina, tra Falvaterra e Ceprano (FR).
Nella giornata dedicata a Castro dei Volsci noi Volontari della sede di Castro dei Volsci abbiamo organizzato e gestito la visita guidata in modo da far appassionare il più possibile gli altri Volontari alla storia e alle tradizioni del Borgo.
Il Progetto “le Botteghe della Regina Camilla”
Per fare questo abbiamo coinvolto gli operatori economici locali ed in particolare gli artigiani che dal 2018, attraverso l’Associazione La Scarana, hanno ideato un progetto chiamato le Botteghe della Regina Camilla, un percorso alla scoperta degli antichi mestieri ed attività manuali, con lo scopo di conservare antiche competenze e inserirle in attività di turismo ecosostenibile che rispetta e valorizza il territorio e le sue tradizioni.
Camminando lungo la strada che ospita le botteghe, ci ha accolto e ha attirato la nostra attenzione la raffigurazione dell’opera in ferro di Camilla a cavallo realizzata dall’artista castrese Angelo Penna.
Perché le botteghe prendono il nome della Regina Camilla
Vicino la Bottega del Fabbro è raffigurata in ferro la Regina Camilla, eroina celebrata da Virgilio nell’Eneide, come ricordano le placche in ferro collocate nelle vie del borgo.
Figlia di Metabo, tiranno di Privernum, Camilla fu salvata dal padre durante la fuga: avvolta nella corteccia di un albero e legata a una lancia, raggiunse il territorio dei Volsci che la accolsero.
Fin da bambina Camilla fu addestrata all’arte della guerra e divenne una valorosa combattente. Una volta cresciuta guidò il popolo dei Volsci in battaglia contro Enea, trovando la morte per mano del giovane etrusco Arunte.
Simbolo di coraggio e resilienza, Camilla rappresenta oggi la forza necessaria per riscoprire e rilanciare gli antichi mestieri, soprattutto oggi che può sembrare anacronistico e antieconomico.
Volontari a lavoro
La lavorazione del ferro è stata la prima delle tante abilità che abbiamo avuto modo di conoscere. Questa giornata, infatti, ci ha offerto un’immersione completa nei mestieri di una volta, dal cucito alla ceramica, dalla tessitura all’arte orafa, facendoci riscoprire le tradizioni artigiane dei nostri nonni.
Grazie alla disponibilità di alcuni artigiani e artisti locali, come Paolo de Lellis, Mauro Bianchi, Mariarosaria Rossomanno e Giuseppe Marrazzi, noi volontari abbiamo avuto l’opportunità di scoprire i segreti dell’artigianato locale attraverso laboratori pratici ed ecosostenibili.
Abbiamo sperimentato in prima persona l’arte della tessitura delle fibre naturali, la creazione di decorazioni con carta riciclata, il riciclo e la valorizzazione di materiali di scarto per realizzare opere d’arte, attività che hanno tirato fuori le nostre competenze trasversali, ci hanno fatto sperimentare la bellezza di lavorare in gruppo e l’importanza di proporre attività rispettose dell’ambiente.
La memoria di un territorio, la cultura della pace e del rispetto umano
L’esperienza a Castro dei Volsci si è conclusa nel punto più alto del Borgo, da dove si gode un panorama mozzafiato sulle colline della Ciociaria e la Valle Latina, che vale alla città l’appellativo di “Balcone della Ciociaria”. Attraversando una delle strade più importanti del paese, via Civita, si arriva infatti sul piazzale dove si trova la scultura della Mamma Ciociara, un monumento dedicato ad una delle pagine più dolorose del nostro territorio. Qui, infatti, abbiamo potuto rivivere, grazie ai racconti di Lucia Rossi (presidente dell’Associazione La Scarana), le atrocità vissute,sulla propria pelle, dalle donne di questi territori durante la seconda Guerra Mondiale, di cui questa statua è il simbolo.
Il monumento alla Pace ci ha ricordato inoltre, la motivazione più importante della scelta del Servizio Civile, cioè l’importanza di lavorare per difendere la patria in modo non armato, di tenere viva la memoria sugli eventi passati, di ribadire l’assurdità della Guerra e di costruire ponti di dialogo e collaborazione.
Il nostro impegno per i borghi
In questa giornata abbiamo vissuto un’occasione unica e preziosa, un vero e proprio viaggio nel cuore dell’artigianato locale e della storia del territorio del Parco. Questa esperienza può essere rivissuta da chiunque ne voglia ogni domenica del mese, quando il paese si anima con l’apertura delle botteghe. Un evento speciale da non lasciarsi sfuggire!
Dopo l’esperienza formativa, abbiamo avuto modo di riflettere su come noi volontari, con la nostra energia e creatività, possiamo continuare a organizzare eventi culturali, attività che coinvolgano la comunità e i visitatori, creando momenti di condivisione per la valorizzazione del nostro territorio.
Per far questo abbiamo pensato di utilizzare le moderne tecnologie per raccontare la storia e le peculiarità dei luoghi più significativi del Parco, ad esempio promuovendo il nostro patrimonio culturale e naturale attraverso social media e altri canali di comunicazione, al fine di raggiungere un pubblico sempre più ampio e soprattutto altri giovani come noi.
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