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Monte Scalambra: tra quanto è stato percorso e quanto è da percorrere

Fissa l'obiettivo e goditi il viaggio

Il nostro viaggio alla scoperta delle vie della transumanza continua a sorprenderci e a condurci in luoghi mozzafiato. Uno di questi è stato il teatro della nostra ultima escursione volta al tracciamento del sentiero: Monte Scalambra. Si tratta di una delle cime dei Monti Ernici, una piccola catena montuosa fra la Valle del Sacco e la Valle dell’Aniene.

Pur non essendo di altezza eccessiva (circa 1400 metri slm), la posizione isolata del Monte apre su un panorama che si apre spazia dai Monti Simbruini ai Castelli Romani. Grazie a questa particolare visibilità, ci piace pensare che questo sarà un punto in cui il camminatore guardandosi indietro potrà ammirare la strada già percorsa e allo stesso tempo tenere lo sguardo sulla direzione della sua meta.   

Il nostro percorso inizia dal comune di Serrone, seguendo le indicazioni per Monte Scalambra. In questa prima parte in salita si incontra l’Eremo di San Michele Arcangelo. Si narra sia stato fondato da S. Benedetto durante un soggiorno contemplativo sotto il costone roccioso che lo sovrasta, in compagnia di tre corvi che gli avevano indicato il cammino. L’eremo è addossato su un costone del monte, quasi scavato nella roccia. Ancora oggi visibile nella roccia l’impronta che secondo la leggenda apparterrebbe al Santo.

Il sentiero che costeggia il Monte appare molto ripido, ma la fatica sarà ricompensata una volta arrivati in cima dallo spettacolare panorama visibile dalla località Madonna della Pace, dove è stato costruito un monumento ai caduti della seconda guerra mondiale.

Il sentiero che scende a questo punto si presenta ampio e di pendenza molto dolce, quasi a voler rinfrancare le membra provate dalla salita iniziale. A valle, si segue finalmente una larga strada dritta fino agli altipiani di Arcinazzo, dove il camminatore sosterà prima dell’ultima, impegnativa tappa verso Jenne e la conclusione del cammino della transumanza. 

Monte Scalambra potrà sembrare semplicemente un luogo di passaggio, un duro ostacolo da sorpassare. È però emblematico della nostra idea di cammino, per cui ogni luogo, per quanto raccolto sia, può nascondere un immenso patrimonio sia naturalistico che storico e culturale. 

Articolo e foto di: Matteo Gaudiello

Parco Regionale dei Castelli Romani (sede Vivaro)

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