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Transumanza sui Monti Prenestini: storie e riflessioni con un allevatore locale

Nel nostro viaggio alla scoperta dei sentieri della transumanza, tra testimonianze e testi storici di complessa reperibilità,  abbiamo spaziato in quasi tutto il territorio laziale e a volte anche oltre. Recentemente abbiamo approfondito l’area tra Capranica Prenestina e Guadagnolo, già luoghi di passaggio del Cammino Naturale dei Parchi, per studiarne le tradizioni pastorizie. Abbiamo dunque incontrato David Salvati, allevatore, produttore e proprietario dell’omonima azienda agricola.  

Nato a Palestrina, vive da sempre  nella meravigliosa cornice dei Monti Prenestini dove ha intrapreso l’attività di famiglia allevando mucche, pecore e maiali allo stato brado. Ci ha spiegato che in questo tipo di allevamento l’animale è libero di selezionare ciò che mangia. Trattandosi inoltre di una alimentazione totalmente naturale e priva di mangimi industriali, la qualità dei prodotti ne risente. 

Non solo: David si impegna nella produzione dei formaggi con metodo tradizionale – con l’obiettivo di valorizzare il più possibile ciò che la terra in cui vive offre -, organizzando spesso laboratori durante gli eventi territoriali promossi dalla proloco per la comunità.

Abbiamo chiesto a David di raccontarci i suoi ricordi legati alla pratica della transumanza. Ci spiega che lui non ha mai partecipato, ma ricorda quella che percorreva il padre, da Guadagnolo alla campagna a est di Roma, vicino Tivoli. Il percorso richiedeva una giornata intera a piedi e avveniva principalmente sui sentieri di montagna e mulattiere, seguendo gli abbeveratoi per animali.

All’arrivo, il bestiame veniva stanziato nelle tenute principesche dei Torlonia e dei Brancaccio, adibite anche per il soggiorno invernale dei pastori. David ci spiega che, dal momento in cui Guadagnolo era in uso civico dei Torlonia, il soggiorno invernale non veniva pagato con denaro, ma si versava alla famiglia nobile una parte del raccolto di grano o di prodotti caseari con cadenza annuale. 

Al rientro delle mandrie e delle greggi a Guadagnolo veniva fatta una grande festa in paese per riaccogliere le famiglie transumanti. Oggi, la ricorrenza viene celebrata ancora annualmente sotto forma di Sagra della Ricotta.

Alla fine dell’intervista David dichiara di voler ripercorrere nell’autunno del 2022 il sentiero della transumanza che è stato percorso fino a circa dieci anni fa dalle famiglie di Guadagnolo. La volontà non è solo quella di riprendere una tradizione importante dal punto di vista culturale e della coesione comunitaria, ma anche quella di partecipare attivamente alla manutenzione e alla salvaguardia dei sentieri che attraversano il suo splendido territorio.

Articolo di: Matteo Gaudiello

Parco Regionale dei Castelli Romani (sede Vivaro)

2 Comments

  • Nello Paolacci

    Io ora abito a tivoli, ma fino a 18 anni sono stato con la mia famiglia di origine a Guadagnolo, che per tradizione secolare è stata formata da pastori e contadini. Io che sono il. Primogenenito di 4 figli, nonostante la voglia di studiare fui costretto dalle condizioni economiche oltreché logistiche ad andare a pascolare le pecore, di proprietà, al posto di mio padre che dovette mettersi a lavorare per governare la famiglia. Cosi dall'età di 12 anni fino al trasferimento a Tivoli ho gestito io il piccolo gregge di famiglia. Cosi tutti gli anni l'autunno si (calava) questo era il gergo paesano e la primavera si (riazzeccava) Sarebbe bello scriverla questa storia delle vicissitudini non solo dei viaggi andata e ritorno dalla campagna romana al. Paesello, ma anche le tribolazioni che si soffrivano durante l'inverno, e pure di estate al paese!!

    • Ciao Nello, grazie per il tuo commento! Per noi sarebbe molto interessante saperne di più su queste storie, se ti fa piacere possiamo metterci in contatto!

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